Leopolda, Renzi: «Eleggeremo capo dello Stato pro Ue. I delusi di Fi vengano con noi»

Leopolda, Renzi: «Eleggeremo capo dello Stato pro Ue. I delusi di Fi vengano con noi» thumbnail
Leopolda, Renzi: «Eleggeremo capo dello Stato pro Ue. I delusi di Fi vengano con noi»

Terzo e ultimo giorno della decima edizione della Leopolda, che si avvia a chiudere con il numero record di partecipanti. La giornata è cominciata con i saluti dal palco di Maria Elena Boschi accompagnata da Eugenio Comencini, che hanno dato il buongiorno ai partecipanti. «Un primo saluto va alle tantissime persone che sono rimaste fuori dalla stazione Leopolda e che ci seguono dai maxischermi. Siamo talmente tanti che purtroppo la stazione non ci contiene più tutti», ha detto Boschi.

«Agli amici della politica romana dico: proporre delle idee non è lanciare un ultimatum, è fare politica. Non ultimatum, ma primato della politica. Noi diciamo: ma che vi ha fatto di male il ceto medio per essere tartassato da tasse inutili?». Così Matteo Renzi dal palco della Leopolda nel discorso di chiusura della kermesse.

LEGGI ANCHE Leopolda, si presenta Lele Mora ”mi ha invitato Renzi” ma non viene fatto entrare

 

Boschi: «La gente ci chiede di andare avanti, cambieremo questo Paese»​

Maria Elena Boschi ha così parlato al pubblico: «La nostra casa della Leopolda, dove ora è nata anche Italia Viva, è un luogo dove seminare nuove idee e nuove proposte: noi le raccogliamo tutte, tutte le teniamo in considerazione. E poi cerchiamo di portarle avanti con i nostri parlamentari. È veramente bello questo momento, in cui siamo sommersi di messaggi di persone che ci chiedono di andare avanti, di cambiare il nostro Paese. Noi speriamo di non deludere nessuno e di essere al’altezza delle aspettative». 

LEGGI ANCHE Salvini a Perugia: «Non vorrei Conte tassasse anche la cioccolata»

 

Renzi, appello a Fi. «A San Giovanni ieri è finito un modello culturale di centrodestra, che io non ho mai votato, e Berlusconi non ha mai votato la fiducia a me, ma ha rappresentato per 25 anni un modello che aveva distorsioni, ma ha cercato di rappresentare l’area liberale del Paese». Così Matteo Renzi. «Ieri Salvini ha preso le redini, capisco il disagio di dirigenti e militanti di Forza Italia – aggiunge -. A chi crede che c’è spazio per un’area liberale e democratica dico venga a darci una mano. Italia Viva è aperta».

«Italia Viva non può che essere contro l’aumento delle tasse. Faccio una proposta alla maggioranza, teniamo la pressione fiscale allo stesso livello dell’anno scorso tagliando le spese per due miliardi di euro in un anno, senza toccare i servizi». Così Renzi nel discorso alla Leopolda. «Offriamo il lavoro di 5 professionisti per conto di Italia Viva per tagliare le spese inutili – ha aggiunto -. Ci prendiamo noi la responsabilità di farlo. Ma evitiamo balzelli come sugar tax, come quelli sulla casa e sulle partite Iva».

«Non voglio fare polemiche con il Pd e voglio dire grazie a Dario Nardella per essere stato qui ad aprire la stazione Leopolda nonostante qualcuno avesse detto che sarebbe stato un flop. Il punto fondamentale che ci ha portato a dividere le strade dal Pd è che su alcuni temi ci sono delle distanze». Lo dice Matteo Renzi nel discorso che conclude la tre giorni fondativa di Italia Viva alla Leopolda. Sulla tasse ad esempio, «noi abbiamo un disegno opposto a quello del Pd. Da qui faccio appello a Dario Franceschini e Nicola Zingaretti, due amici e tali rimangono».

Manovra, Di Maio a Conte: «Senza M5S non esiste il governo, vertice per 3 proposte imprescindibili»

Renzi: 

«Salvini, Italia Viva al 4%? Intanto si è fatto fregare da noi»​

È di Matteo Renzi la conclusione della decima edizione della Leopolda: «Grazie dal profondo del cuore a tutti. Il primo applauso è per i volontari e per le migliaia di persone che sono rimaste fuori. Il popolo della Leopolda non ha paura. Questo è il luogo in cui i sogni si popolano, in cui fioriscono delle idee e proposte, nascono delle amicizie. Noi non abbiamo paura, e ci prendiamoci cura l’uno degli altri».

Conte a Di Maio e Renzi: «Chi non fa squadra è fuori»

«​Italia Viva al 4%? Intanto si è fatto fregare da noi»​, così Matteo Renzi ha punzecchiato Matteo Salvini nel corso del discorso di chiusura della Leopolda. E ha aggiunto: «Di fronte al diktat di Salvini dal Papeete potevamo assecondare il suo disegno perverso, per mettere le mani sul Quirinale e accettare qualche spruzzatina di novità da qualcuno su liste elettorali. Ma il Paese sarebbe finito nelle mani dei sovranisti e saremmo usciti dall’euro. L’alternativa a questo era fare politica, mentre loro chiamano coerenza quel che noi chiamiamo masochismo. Sì, ho cambiato idea per salvare l’Italia da Salvini e dal salvinismo e lo rivendico». E su Quota 100 dice: «È uno spot che costa 20 miliardi, uno spot di Salvini per dire che lui ha risolto il problema dei pensionati».

Presidente pro Ue. «Questa legislatura eleggerà il presidente della Repubblica, il cui mandato scade a gennaio 2022. Il ruolo del Quirinale è un ruolo chiave. Se rimane questa legislatura in vita il presidente che ci accompagnerà fino al 2029 sarà espressione di forze politiche che credono nell’Europa, non mettono in discussione l’euro, non affollano le piazze circondati da Casapound, che mette in discussione valori costituzionali e la memoria condivisa». Così Matteo Renzi alla Leopolda. «Non è nella disponibilità del premier, che peraltro non è un parlamentare, e di altri leader politici, anche loro non eletti in Parlamento -, che questa legislatura abbia il dovere di proporre una maggioranza europeista e antisovranista per l’elezione del nuovo capo dello Stato», ha aggiunto.

Bellanova: «Pd? Troppe bande armate…»​

«A quelli che pensano che tutti possono avere tutto noi vogliamo dire che il merito è di sinistra». Lo ha detto Teresa Bellanova, ministro delle Politiche agricole, dal palco di Leopolda 10. «Il merito – ha aggiunto – che si tratti della selezione delle classi dirigenti, di concorsi, di dirigenti da individuare nella pubblica amministrazione, il merito è il nostro unico parametro di misura, e su questo vi sfidiamo perché non siete stati in grado di fare questa scelta». E a proposito del Pd dice: «Non potevamo starci più perchè c’erano troppe guerre, troppe bande armate».

Rosato: «Parole di Conte non ci toccano neanche un po’»​

«No, neanche un po’». Ettore Rosato risponde così alla Leopolda ai cronisti che chiedono se Italia Viva si sia sentita chiamata in causa dal premier Giuseppe Conte quando dice che chi non fa squadra nel governo, è fuori. «Questo governo è nato solo per una volontà esplicita di Renzi che all’inizio non ha trovato neanche tanto calore tra coloro che oggi si preoccupano della tenuta di questo governo. Quindi, noi siamo per andare avanti con il governo, con la legislatura ma per fare le cose ribadendo le nostre ragioni, ascoltando quelle di altri e trovando un luogo di sintesi riservato perchè agli italiani non interessano le nostre beghe, interessa quale legge di Bilancio esce fuori».

 

Ultimo aggiornamento: 14: 41

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Read More