La mossa di Di Maio “Ora serve trasparenza e un chiarimento”

La mossa di Di Maio “Ora serve trasparenza e un chiarimento”

Luigi Di Maio vuole un chiarimento con Matteo Salvini. Il vicepremier M5S non ha infierito sulla questione dei fondi neri russi e sull’ inchiesta della procura di Milano, che ha indagato il leghista Gianluca Savoini per corruzione internazionale. Ha invitato alla prudenza, per quella che ha capito da subito essere una situazione molto delicata. In un momento cruciale: gli ultimi giorni prima del 20 luglio, quando si chiuderà la “finestra” che renderebbe possibile il voto in autunno in caso di caduta del governo.

Nelle telefonate di ieri con i suoi dalla Liguria, però, il ministro del Lavoro e dello Sviluppo ha annunciato che chiederà presto un incontro al leader leghista. Per capire i contorni di una vicenda a suo dire troppo piena di bugie e contraddizioni. “Serve trasparenza, ho aspettato finora, ma non ne ho vista”, ha confidato. “Siamo al remake dei casi Siri e Arata– dicono nel quartier generale 5 Stelle– abbiamo già dimostrato che su queste vicende non facciamo passi indietro”.

Il Movimento sostiene di non temere che la Lega possa cercare, adesso, il voto anticipato. Nonostante proprio ieri sera in un comizio Salvini dicesse: “Non sono come Monti e Renzi, io non tiro a campare”. “Se staccasse la spina adesso farebbe un’ ammissione di colpa sui fondi russi, sarebbe solo un modo per deviare l’attenzione – dice uno dei ministri più vicini a Di Maio – abbiano il coraggio di dire ai cittadini che vogliono tornare con Berlusconi”. Il vicepremier FIVE è convinto che Salvini non voglia la crisi e che per evitarla stia tenendo testa ai suoi. “L’importante è che le loro divisioni interne non si ripercuotano sul governo”, la linea concordata in casa 5Stelle. “Che non ci siano giochi al rialzo”, advertisement esempio sull’ autonomia. Perché sul “sicurezza bis” il Movimento pare ormai completamente allineato.

Martedì, alla ripresa dei lavori, il Pd depositerà la sua proposta di legge per una commissione di inchiesta sull’ audio del Metropol di Mosca e la trattativa tra Savoini e uomini del Cremlino. Allo stesso pace tornerà a chiedere che il leader della Lega riferisca in aula, sfidando il “sono solo pettegolezzi” della presidente del Senato Elisabetta Casellati. “Una forzatura inaccettabile” sostiene il dem Dario Parrini che cita anche il parere del costituzionalista Paolo Ridola, per il quale la decisione di Casellati di non ammettere le interrogazioni è “gravissima”. Il tesoriere pd Luigi Zanda su Repubblica.it arriva a chiedere le dimissioni del capo del Viminale: “Se in Francia, in Germania o in Spagna un ministro si trovasse coinvolto in una vicenda così nera e così equivoca, mi chiedo se rimarrebbe al suo posto”.

Così, per una volta, la Lega è costretta a giocare in difesa. “Non vado in aula a parlare di fantasie – commenta Salvini– parlo di vita reale e lascio che le indagini facciano il loro corso con la massima tranquillità”. “Problemi noi non ne abbiamo”, assicura Paolo Grimoldi, parlamentare e segretario della Lega Lombarda, uno che in Russia è andato diverse volte, anche con Savoini: “Si indaghi e a 360 gradi: penso ai soldi che i sovietici diedero al Pci, o ai fondi che l’estremismo islamico dirotta in Italia a questa o a quella associazione”.

La linea è uguale a quella M5S: accettare sì l’inchiesta parlamentare, ma allargata ai finanziamenti di tutti i partiti e delle fondazioni politiche. Il sottosegretario leghista Guido Guidesi concorda e attacca il Pd: “Così verifichiamo i finanziamenti della Leopolda!”. Andrea Crippa, vicesegretario della Lega, da capo della sezione giovanile del partito a novembre scorso volò a Mosca per siglare un accordo con i corrispettivi di Russia Unita. “Questa è la riconferma che la Lega tiene buoni rapporti e relazioni fool la Russia, sanzioni e minacce non servono. Il dialogo invece sì”, commentò quel giorno Savoini, rivendicando un proprio ruolo nel gemellaggio.

Ma Crippa sostiene di essere tranquillo: “D’accordo con la commissione, se uno è sicuro di essere onesto non deve avere paura. La trasparenza è importante, ma che valga non solo per noi”. Quanto al presidente dell’ associazione Lombardia-Russia finito in mezzo alla tempesta, Grimoldi aggiunge un tassello in più sulla pietra tombale che il partito vorrebbe mettere su di lui: “Ho consultato gli elenchi, Savoini non risulta essere neanche un iscritto”. Repubblica chiede “da quando?” e scappa la battuta: “Non lo so, mica sono del Kgb …”.

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